
Da Ostuni a New York, i ragazzi autistici de «Le orecchiette che vorrei» cucinano all’Onu
12 Giugno 2025Da Ostuni a Parigi per portare un messaggio di inclusione e orgoglio culturale. È iniziato oggi il nuovo viaggio dei ragazzi de “Le Orecchiette che vorrei”, progetto nato ad Ostuni e dedicato all’inclusione sociale di giovani nello spettro autistico che ha già saputo farsi conoscere in Italia e all’estero. L’appuntamento più importante di questa trasferta sarà martedì 21 ottobre: i ragazzi cucineranno nel Palazzo dell’Unesco in occasione di un evento collaterale alla candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità.
Il progetto
Un’occasione dal forte valore simbolico: portare le orecchiette, prodotto simbolo della tradizione pugliese, in un contesto istituzionale internazionale, grazie al sostegno del Ministero per le Disabilità e della ministra Alessandra Locatelli che segue da tempo il progetto. Il gruppo in partenza da Brindisi è composto da sei ragazzi autistici, accompagnati da quattro educatori, alcuni genitori e due bambini del direttivo dell’associazione. Un piccolo team, affiatato e unito, che unisce esperienza, affetto e condivisione. Durante il soggiorno a Parigi, fino al 22 ottobre prossimo, i ragazzi vivranno anche un programma ricco di stimoli culturali e relazionali: dalla visita a Notre-Dame al Museo del Louvre, dalla Torre Eiffel all’Arco di Trionfo, con tappe anche al Museo di arte moderna e alla celebre avenue degli Champs-Élysées. È previsto anche un momento istituzionale con la ministra Locatelli, presso l’area eventi “La Felicità”, noto spazio parigino legato alla ristorazione e all’inclusione.
La visita alla sede dell’Unesco
Particolarmente significativa sarà anche la visita alla sede centrale dell’Unesco: non solo per la cena-evento, ma anche per un momento formativo con la visita al museo delle armi e alla tomba di Napoleone. Il viaggio, oltre ad avere un valore formativo e simbolico, rappresenta un’ulteriore occasione per i ragazzi di allenare le proprie autonomie, confrontarsi con contesti nuovi e accrescere le proprie competenze sociali. Ogni spostamento e ogni esperienza culturale è pensata per rafforzare la sicurezza personale e l’interazione, in ambienti aperti al mondo.
Le esperienze precedenti
Non è la prima volta che i ragazzi de “Le Orecchiette che vorrei” portano la loro esperienza fuori dal laboratorio di Ostuni e della provincia di Brindisi. Negli ultimi mesi sono stati protagonisti di tappe prestigiose: a giugno hanno cucinato per l’equipaggio del veliero Amerigo Vespucci a Livorno, fianco a fianco con i ragazzi del progetto “Tortellante” di Massimo Bottura e con l’Associazione italiana cuochi. Nello stesso mese, tre di loro sono volati a New York per partecipare alla Conferenza mondiale sui Diritti delle persone con Disabilità presso il Palazzo di vetro delle Nazioni Unite. Ancora prima, erano stati invitati alla “Casa Sanremo” durante il Festival della Canzone Italiana, per uno showcooking. In passato avevano anche incontrato Papa Francesco, a cui avevano consegnato le loro orecchiette fatte con le loro mani. A vivere con particolare emozione questa nuova tappa è Giuseppe Primicerio, ideatore del progetto e presidente della “Yuri Benefit Corporation”.
fonte Quotidiano di Puglia
articolo di Andrea Zaccaria
https://www.quotidianodipuglia.it/brindisi/ostuni_orecchiette_autismo_unesco_parigi_cosa_sappiamo-9138078.html




